Michail Aleksandrovič Bakunin

Durante l’insurrezione di Dresda del 1849 viene catturato dalle truppe tedesche, il 14 gennaio 1850 viene condannato alla pena di morte, commutata successivamente in ergastolo; evade dalla Siberia nel 1861. In un colloquio con Marx avvenuto a Londra il 3 novembre 1864 i due rivoluzionari concordarono che Bakunin si sarebbe adoperato in Italia per cercare adesioni alla Associazione internazionale dei lavoratori, costituita da poche settimane, e per scalzare l’influenza di Mazzini, allora predominante nelle società operaie. All’interno della Prima Internazionale Bakunin si trovò rapidamente in contrasto con Karl Marx: Marx sosteneva, infatti, la necessità di rafforzare i poteri del Consiglio generale dell’organizzazione ed il primato dell’azione politica in vista della nascita di uno Stato proletario, Bakunin difendeva al contrario la piena autonomia delle federazioni nazionali, poneva in primo piano la lotta economica e una rivoluzione che avrebbe dovuto sfociare in un’organizzazione federalista di libere comuni. Al congresso dell’Aia del 1872 Bakunin fu espulso dalla Associazione internazionale dei lavoratori. Nel 1872, a Saint-Imier, in Svizzera, organizzò, con le sezioni “ribelli” dell’Internazionale, il primo congresso dell’Internazionale anti-autoritaria, che segnò definitivamente la spaccatura della Prima internazionale in due tronconi.

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