30/03/2019 -Presentazione del libro di Michele Azzerri Rivoluzione e internazionalismo: Trotsky e i trotskismi tra ortodossia marxista e prefigurazione del futuro. Collaborazione con il Comitato Popolare di via Passino 20

(…)Michele Azzerri ha scelto una via più impegnativa, più onerosa e onesta, quella che ci costringe a fare i conti col passato, perché esso incombe su di noi, con le sue luci e le sue ombre e dal quale non si può prescindere per costruire il futuro. Se non vogliamo che la storia pesi come incubo, diceva Benedetto Croce, dobbiamo considerarla e farne storiografia. Inoltre, la sua ricerca non ha come scopo solo quello di riconoscere l’importanza del pensiero di Trotsky per collocarlo, come giustamente deve essere, tra i classici del marxismo novecentesco. Non ha voluto collocarlo in un pantheon e poi chiudere la porta e gettare via la chiave. Ritiene che tale pensiero sia utile non solo per decifrare i drammi del Novecento ma, nel suo metodo e nei suoi postulati, sia ancora elemento importante per l’analisi dell’oggi e del modo di costruire un’alternativa al presente capitalismo globalizzato. In qualche modo, ci dice, pur con le sue debolezze e divisioni, il marxismo rivoluzionario dei trotskisti è sopravvissuto e ha resistito agli sconvolgimenti della storia recente che ha travolto lo stalinismo e la socialdemocrazia. Il lavoro di Azzerri è lungo e articolato e si sofferma soprattutto sulla ricostruzione degli impianti analitici, teorici e politici di Trotsky, dei trotskisti dentro e fuori la Quarta Internazionale ufficiale, nonché di Gramsci e Bordiga, i cui impianti concettuali sono messi a confronto con quello del rivoluzionario russo. A quest’ultimo è dedicata la metà del libro che inizia con una disamina delle caratteristiche dalla sua formazione culturale e politica e il suo approccio filosofico al marxismo. Seguono la messa in luce dei principali apporti che Trotsky fornì allo sviluppo del marxismo come metodo di analisi: la legge dello sviluppo ineguale e combinato, la rivoluziona permanente, il rapporto tra morale e agire politico, i “pericoli professionali del potere”, ovvero la degenerazione burocratica dello Stato operaio sovietico, l’internazionalismo, la questione del partito e di come il problema fu impostato dal bolscevismo. Segue una seconda e corposa parte nella quale affronta, nell’economia di una ricerca complessiva, quello che definisce il “trotskismo dopo Trotsky”, cioè i suoi sviluppi teorici, politici e organizzativi nel contesto storico degli ultimi cinquant’anni del XX Secolo.(…) (Diego Giachetti)