Primo Maggio – Ricordo dei martiri di Chicago

Il congresso di fondazione della Seconda Internazionale, riunito a Parigi nel 1889, convocò per l’anno seguente la prima Giornata dei lavoratori fissandone la data al primo maggio. Non si trattava di «far festa», ma di scendere in sciopero politico, in tutto il mondo, per ricordare l’inizio del primo grande sciopero generale della storia americana (1° maggio 1866) e le sue vittime: Parsons, Fischer, Engel, Spies e Lingg, i martiri di Chicago. Il Primo maggio ha dunque 131 anni, ed è bene ricordarne l’origine.

Nel 1883 si formò negli Stati Uniti un partito rivoluzionario, l’International Working People’s Association, attorno a un gruppo di sinistra uscito dal Labor Party e riorganizzato da un anarchico europeo, Johann Most. Il partito aveva due tendenze: quella maggioritaria sosteneva la necessità immediata dell’azione diretta, armata; quella minoritaria, che aveva la sua roccaforte a Chicago, affermava la necessità di legarsi alle masse con azioni rivendicative.

Questa minoranza fu una componente decisiva dello sciopero che iniziò il primo maggio 1866 per l’ottenimento della giornata lavorativa di 8 ore: su 190.000 operai che incrociarono le braccia, 80.000 erano di Chicago, organizzati dall’IWPA.

La lotta continuò a lungo, durissima. Il 4 maggio 1885, davanti alla fabbrica McCormick, la polizia intervenne a fucilate. Nella piazza Haymarket venne fronteggiata dagli operai e una mano ignota scagliò una bomba verso i gendarmi. Parsons, Fischer, Engel, Spies e Lingg furono arrestati quali colpevoli dell’attentato. Proclamarono la loro fede anarchica, ma si professarono innocenti. Furono condannati a morte e impiccati: con loro si uccideva la parte più combattiva del movimento operaio degli Stati Uniti.

Le organizzazioni proletarie indicarono quali esecutori dell’attentato gli uomini dell’agenzia Pinkerton, specialisti nella provocazione e nell’organizzazione del crumiraggio, che proprio nei mesi successivi all’«incidente di Haymarket» avrebbero costituito la più efficiente e violenta delle forze repressive.

I «sovversivi» e gli anarchici venivano accusati di un reato che non avevano commesso, proprio quando la borghesia al potere aveva bisogno di un argine emotivo da opporre alla trascinante lotta operaia, che appassionava e coinvolgeva strati sempre più larghi dell’intera popolazione.

Per commemorare questa ricorrenza e per rilanciare il 1° maggio come giornata internazionale di lotta, la Biblioteca Livio Maitan ha raccolto alcune copertine della rivista Bandiera Rossa.


(Bandiera Rossa n° 7 – 1974)


(Bandiera Rossa n° 7 – 1976)


(Bandiera Rossa n° 8 – 1977)


(Bandiera Rossa nuova serie n° 1 – 1979)


(Bandiera Rossa n° 17 – 1980)